LIGHT AROUND // LED Festival Internazionale della Luce // Milano

De Ponte Studio DPSA+D by Silvio De Ponte Architect in collaborazione con Fondazione AEM, Cariboni Group e DTS
presentano

LED, FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA LUCE
“Light  Around”
Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo Da Vinci”
Via San Vittore 21 – Milano
Progetto by Silvio De Ponte

dal 04 dic 2010 al 10 febbr 2011
04 dicembre INAUGURAZIONE ore 17.00

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De Ponte Studio partecipa a LED Festival Internazionale della Luce, dal 4 dicembre al 10 gennaio 2011 con il progetto “LIGHT AROUND” dando nuova luce al Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo Da Vinci” di Milano.

Il progetto nasce dall’idea di far vivere esternamente il Museo della Scienza e della Tecnologia attraverso una luce dinamica e mutevole che connota l’edificio donandogli vita notturna.
Un’idea di luce che diventa una sorta di “prolungamento” dell’edificio stesso, una luce morbida, confortevole, che illumina un luogo ricco di storia, di scoperte, di invenzioni e di innovazioni.
Luce ed edificio si fondono insieme, luce non come artificio ma, al contrario, come architettura, come messaggio e comunicazione insieme.

“Esplodono” dal centro dell’edificio principale , segni di luce come metafora del fuoco della lampada. Così la Luce, diventa messaggio tangibile e palpabile, materia dell’architettura al pari dei materiali solidi, come il marmo e la pietra.

Verranno utilizzati due colori principali per un’illuminazione dinamica e due secondari per la luce statica:
i primari saranno il Rosso, che psicologicamente è legato alla conquista del futuro e il Blu che si riferisce al pensiero e al relax.
Una luce statica secondaria, ma non meno importante, completerà l’illuminazione della facciata:  vi saranno piccoli tocchi di luce gialla come concetto di espansione, mentre leggeri fasci di luce d’accento di colore bianco-ocra esprimeranno la soglia di passaggio verso qualcosa di nuovo.

in collaborazione con Fondazione AEM, Cariboni Group e DTS

project by Silvio De Ponte | De Ponte Studio DPSA+D, in collaborazione con Andrea Intorrella and Roberto Busselli.
press office  RAFFAELLA FARGION //  M. press@depontestudio.com T. +39 347 9050062.

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De Ponte Studio participates in LED International Festival of Light and presents “LIGHT AROUND” creating new lighting for the Museum of Science and Technology in Milan “Leonardo Da Vinci”. The event continues  from 4th of December  to 10th of January 2011.

The project stems from the idea to live outside the Museum of Science and Technology through a dynamic and changing light that gives a nightlife for a building. Idea of light that becomes an “extension” of the building itself, a soft and comfortable light which illuminates a place rich in history, discoveries, inventions and innovations. Light and building come together, light not as artifice, but on the contrary, as architecture, as the message and communication together.

Signs of light “explodes” from the center of the main building as a metaphor of the lamp fire. Thus, the light becomes visible and palpable message on architecture of solid materials such as marble and stone.

Two main colors will be used for dynamic lighting and two secondary colors for static light. The primary will be the Red, who is psychologically linked to the conquest of the future and Blue refers to thought and relaxation. A static light is secondary, but not less important, and will complete the lighting of the façade: there are small touches of yellow light as a concept for expansion, while slight beams of white light-ocher express the threshold of transition to something new.

in collaboration with Fondazione AEM, Cariboni Group e DTS

project by Silvio De Ponte | De Ponte Studio DPSA+D, in collaboration with Andrea Intorrella and Roberto Busselli.
press office  RAFFAELLA FARGION //  M. press@depontestudio.com T. +39 347 9050062.

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SUN Salone Internazionale dell’Esterno

SUN Salone Internazionale dell’Esterno
Rimini Fiera, 27° Salone Internazionale dell’Esterno
dal 8 al 10 ottobre 2009
Progetto by Silvio De Ponte | DPSA+D con la collaborazione Marco Vincenzi

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DA NIDO A GUSCIO. Illuminare all’aria aperta

Il progetto
Il focus dell’attività di quest’anno si concentra sullo studio e la progettazione di corpi illuminanti per esterno, dotati di caratteristiche importanti quali la sostenibilità e l’uso di fonti energetiche rinnovabili.
Illuminazioni che possano avere anche una seconda funzione di arredo.

Partecipanti
10 designer ad invito, ciascuno affiancato da una azienda.

Tema
L’illuminazione per esterno con le seguenti caratteristiche:
Materiali sostenibili
Uso di fonti energetiche rinnovabili
Design che si integri con l’ambiente circostante

Mostra
In occasione della prossima edizione del Sun di Rimini, verranno esposti i prototipi realizzati dai designer in collaborazione con le aziende. La mostra permetterà di ambientare ciascun progetto all’interno di una scenografia realistica, disponendo all’interno dello spazio case prefabbricate e case da giardino prefabbricate attorno alle quali troveranno spazio i singoli prototipi. Questa contestualizzazione permetterà di apprezzare e valorizzare in modo più immediato ciascuna realizzazione.

DA NIDO A GUSCIO. Il progetto nel dettaglio

Questa iniziativa nasce dalla volontà di stimolare la progettazione in ambiti particolari  e spesso trascurati dell’arredo per esterni.
Alla prima edizione a concorso, basata su tavole di progetto e portata a termine in occasione di Sun 2007, è seguita dall’edizione 2008 una formula ad invito che permettesse ai designer non solo di pensare ad un prodotto innovativo, ma anche di entrare già nella fase di prototipazione grazie alla collaborazione diretta con le aziende.
Dopo il focus sull’arredo per esterni dedicato agli spazi collettivi, per l’edizione 2009 si vuole porre l’accento sull’illuminazione degli spazi esterni, siano essi privati o pubblici.

Aumenta infatti il desiderio di usufruire dello spazio all’aperto anche in orari serali, in situazioni conviviali o intime, e questo richiede una illuminazione adeguata non solo dal punto di vista estetico e formale, ma anche dal punto di vista dei contenuti tecnologici e della sostenibilità.
I designer e le aziende coinvolti nell’iniziativa sono invitati a sviluppare un prototipo che risponda a queste caratteristiche:

illuminazione a basso consumo energetico
sfruttamento delle risorse energetiche naturali
uso di materiali riciclabili
alta resistenza alle intemperie
trasformazione attraverso l’uso di luci diverse (per situazioni intime o conviviali) o attraverso una doppia funzione (affiancando l’illuminazione ad un altro uso)
facile installazione e manutenzione.

L’iniziativa vedrà lavorare 10 designer invitati da Ottagono – Sun a realizzare un progetto di iluminazione per esterni che soddisfi le richieste incluse nella presentazione. Sarà compito del designer identificare un’azienda con cui portare avanti il progetto studiato e realizzare un prototipo da presentare in occasione della manifestazione fieristica.

Press Office
DPSA+D | Raffaella Fargion press@depontestudio.com +39 347 9050062

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SKIN. Emotional Surface, a Touch of Extended Light.

Fuori Salone 2009
dal 21 al 27 aprile
DPSA+D by Silvio De Ponte Architect in collaborazione con La Perla

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Rispettando il tradizionale appuntamento con il design internazionale, Silvio De Ponte si presenta al grande pubblico del Salone del Mobile e del Fuori Salone con Skin.

Silvio De Ponte, attraverso un’installazione di superfici morbide, estensive, elastiche e reattive alla luminosità, affronta il tema delle qualità soft dell’architettura e del design mediante la creazione di uno spazio emozionale dove emergono relazioni sensoriali tra Spazio-Luce, Tatto-Materia all’interno di un percorso olfattivo.

All’interno dello spazio espositivo prende vita un’ambientazione di superfici verticali, orizzontali, tattili, deformabili e ipertensive che accompagnano il visitatore verso un percorso dove la percezione della luminosità e della spazialità crea una visione armonica e innovativa dell’ambiente.
La forma degli oggetti e la luce stessa diventano materia dell’area architettonica che la contiene.
Silvio De Ponte, attingendo da un personale percorso di ricerca, sperimentazione e creazione di prodotti ad alto contenuto di prestazioni e di qualità luminosa, propone atmosfere emozionali che rappresentano il processo di evoluzione tra luce e materia in una forte sintesi tra la forma degli oggetti e la luce stessa.

Verranno inoltre presentate una collezione di lampade “Big Size” disegnate da Silvio De Ponte per Martinelli Luce, creazioni La Perla rivisitate nel segno della luce e percorso fotografico “The Body Skin” di Marco Pacchiardo.

info
21 aprile press preview ore 15.00 – 19.00
22 aprile inaugurazione cocktail su invito ore 20.00 – 24.00
22 – 27 aprile mostra aperta ore 10.00 – 22.00

Showroom La Perla – SuperstudioPiu’
Via Tortona 27 – Milano

Press Office
La Perla | Paola Ruffo paola_ruffo@laperla.com +39 02 4223329
DPSA+D | Raffaella Fargion press@depontestudio.com +39 347 9050062

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SKIN | DPSA+D | Comunicato Stampa

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Fuori Salone 2009
dal 21 al 27 aprile
DPSA+D by Silvio De Ponte Architect in collaborazione con La Perla

Silvio De Ponte takes part in the traditional international event concerning the world of design, presenting Skin at the Salone del Mobile and Fuori Salone.

Silvio De Ponte faces the issue of architecture and design’s soft qualities with an installation of soft, extensive, elastic and light-sensitive surfaces, creating an emotional environment in which the sensory relation between Space-Light and Touch-Matter can be perceived within a route made of olfactory sensations.

The location gives life to a scenario made by soft, elastic and moldable horizontal and vertical surfaces that lead the public along a path in which the perception of light and space create a harmonic and innovative vision of the environment. The shape of the objects and the light become matter in the architectonic space in which they are contained.

Silvio De Ponte has researched, experimented and created products with a high content of light effects. He presents “emotional atmospheres” which represent the process of evolution of light and matter, creating a strong synthesis between the shape of an object and the light itself.

The exhibition will also contain a series of “Big Size” lamps designed by Silvio De Ponte for Martinelli Luce and La Perla’s collection revisited with a focus on the element of light.

info
21 April press preview 15.00 – 19.00
22nd April inauguration cocktail only on invitation 20.00 – 24.00
22nd – 27th April opening times 10.00 – 22.00

Showroom La Perla – SuperstudioPiu’
Via Tortona 27 – Milan

Press Review
http://www.depontestudio.com/blog/press/

Press Office
La Perla | Paola Ruffo paola.ruffo@laperla.com +39 02 4223329
DPS A+D
| Raffaella Fargion press@depontestudio.com +39 347 9050062

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Master Course in Design, Domus Academy AA 2008

Projects Selection

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Design della Luce “THE BIG LIGHT”

In collaborazione con MIZAR
Project Leader: Silvio De Ponte
Project Assistants: Maria José Fabregat, Andrea Intorrella, Erica Pogliano

Premessa

Nel panorama dei prodotti di illuminazione c’è sempre stata una certa divisione tra Luce tecnica (Guzzini, Zumtobel, Erco, Targetti, Reggiani, Mizar, etc.) e Luce decorativa (Flos, Artemide, Luceplan, Oluce, Fontana Arte, etc.). I prodotti tecnici sono sempre stati utilizzati in ambiti quali uffici, centri commerciali, banche, musei, negozi, invece quelli decorativi hanno trovato il maggior impiego nella casa.
Oggi questa divisione si sta sempre più annullando, gli oggetti tecnici assumono valenze sempre più decorative e viceversa. Gli spazi del lavoro, l’”ufficio” si sta sempre più domesticizzando, si lavora in casa e nell’ufficio si portano gli oggetti di “affezione” che normalmente abitano la casa.

L’habitat urbano, popolato da luci “fredde”, senza anima, dove l’aspetto più importante sono i lux da fornire sul piano stradale può, al contrario, avere oggetti che determinano una lettura ed una percezione diversa degli spazi metropolitani, secondo anche un’illuminazione “calda” differenziata, che sottolinea, ad esempio, percorsi pedonali, carrabili, passeggiate romantiche o frenetiche, il verde, gli edifici, etc.

Oggi con la luce si può modificare il mondo, si può plasmare la città, l’architettura e lo spazio in genere. La luce, materiale impalpabile, può diventare materiale sia dello spazio chiuso che di quello urbano.

Nel design i prodotti di illuminazione appartengono ad un sistema degli oggetti molto spesso avulso dalle relazioni che si instaurano con prodotti di altro genere. Le lampade sono gli unici oggetti ambivalenti, che possiedono due materie e due linguaggi autonomi e diversificati: il corpo dell’oggetto e la materia luminosa. Il contenuto, cioè la luce, deve diventare l’oggetto primario, essere elevato a vero significante dell’oggetto. Il contenitore e il suo contenuto possono ribaltarsi nei ruoli: è il fenomeno luminoso che può diventare anima e corpo, che può diventare vero oggetto di design. La qualità dell’oggetto si modifica, assumendo una nuova configurazione nella sua estensione virtuale, cioè la Luce.

Molto spesso l’approccio progettuale di un prodotto di illuminazione è affrontato cercando di individuare quelle prestazioni di natura prettamente formale che, in genere, declinano il disegno e la qualità comunicativa della luce. Le lampade a prevalente tenore formale, bellissime anche se spente, hanno costituito una buona parte della produzione storica e contemporanea del design. Noi vogliamo andare oltre al puro aspetto formale di un progetto di luce.

Il Master

Il Master 2008 “The Big Light”, in affiancamento con l’azienda Mizar Illuminazione, vuole approfondire il tema del “Big Size”, cioè apparecchi di illuminazione di grandi dimensioni pensati per grandi spazi pubblici interni (aeroporti, stazioni, mall, metropolitane, etc.) e per spazie esterni (spazi urbani in genere).
Anche i luoghi metropolitani esterni possono essere concepiti come grandi interni, un unico magma dove il rapporto tra il pubblico e il privato, l’interno e l’esterno si confondono, diventano un tutt’uno, quasi senza soluzione di continuità. Ecco, quindi, che quando pensiamo al progetto di luce per uno spazio esterno questi può essere affrontato con le stesse logiche con cui si affronta un progetto di interni. Si può pensare a degli oggetti, quindi, che stabiliscono attraverso la luce, dei sistemi di interrelazione tra persone completamente nuovi ed impensati. Nuove tipologie di “oggetti luce” con nuove atmosfere e nuove qualità luminose nello spazio architettonico ed urbano.

Questo percorso progettuale porta sicuramente a domandarsi quali siano oggi le caratteristiche del vivere la città o dei grandi spazi urbani. Che esigenze e necessità (nascoste e non) si potrebbero avere in questi nuovi luoghi. Possiamo pensare a questi spazi come luoghi per una nuova “domesticità pubblica”, dove applicare alcune logiche del living domestico.

Poter, ad esempio, individuare nuove tipologie di luce per spazi urbani e grandi spazi indoor, diversificare le tipologie di luce che i singoli individui possono, attivare, e così via.

Percorsi progettuali

Per affrontare il progetto di Master forniamo dei percorsi progettuali da perseguire, che meglio aiuteranno a definire le idee per il progetto stesso.
Comunicazione, Colore, Sensorialità, Stratificazioni, Trasparenze e Riflessioni, sono solo alcune delle chiavi di lettura da seguire per il progetto di Master.

Key words e suggestions

Focusing: la luce come strumento puntuale e individuale, un utensile che supporti le esigenze di attenzione, di concentrazione e di dettaglio.
Showing: comunicare con l’uomo attraverso l’illuminazione di oggetti, immagini, percorsi espositivi, con intensità, direzione, tonalità di colore.
Sharing: una luce in grado di creare atmosfere luminose che favoriscono le relazioni e il fluire delle emozioni: the feeling of design.
Crossing: luce capace di indicare percorsi, di definire gerarchie, di essere veicolo di comunicazione.

Lo sviluppo del progetto dovrebbe considerare ulteriormente i seguenti dati:

Innovazione Tipologica: prodotti con nuove esigenze e funzioni, con un modo nuovo di utilizzare l’oggetto e di collocarlo nello spazio e nell’ambiente, secondo nuove modalità e possibilità applicative dell’oggetto non soltanto in relazione allo spazio ma anche, e soprattutto, in relazione all’uomo.
Innovazione Tecnologico Strutturale: prodotti che utilizzano nuovi materiali particolarmente attivi e reattivi alla luce, impiego di nuove sorgenti d’illuminazione e lo sviluppo delle stesse, dinamismi strutturali e tecnologici che permettono anche particolari sistemi di diffusione della luce.
Innovazione luminosa: prodotti il cui processo di ideazione verte in prima istanza sulle qualità aggiuntive, evocative e spettacolari date dalla modellazione e metamorfosi della luce che si rapporta con l’ambiente circostante.

Questi prodotti risultano essere portavoce di un feeling tecnico di tipo hi-sensitivity, con forti valenze di immaterialità, tattilità e teatralità tesa ad ottenere la massima qualità luminosa, nelle tonalità e gradi, nei colori e sfumature utili anche a migliorare l’ambiente in cui viviamo.
Sono oggetti che disegnano la luce, la modulano cromaticamente, che esprimono una interpretazione poetica della tecnologia, una tecnologia nascosta che consente, attraverso l’uso di diaframmi e lenti ottiche, filtri e diffusori particolari, sorgenti luminose sofisticate o semplicemente attraverso movimenti che modellano e muovono la luce, nuove prestazioni, qualità visive e scenografiche.

Naturalmente le innovazioni possono essere tra loro integrate per costituire un progetto unico.

Silvio De Ponte

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THE BIG LIGHT Master – Domus Academy

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Light Design “THE BIG LIGHT”
In collaboration with MIZAR
Project Leader: Silvio De Ponte
Project Assistants: Maria José Fabregat, Andrea Intorrella, Erica Pogliano

Introductory remarks

Lighting products have always been split between technical lights (Guzzini, Zumtobel, Erco, Targetti, Reggiani, Mizar, etc.) and ornamental lights (Flos, Artemide, Luceplan, Oluce, Fontana Arte, etc.). Technical lights are normally used in offices, shopping malls, banks, museums and shops, whereas ornamental lights are found in homes.
Today, this split is becoming less and less evident, as a result of an ongoing cross-contamination between the two categories. Work spaces, offices, are home-like spaces – people work at home and bring with them in the office “emotional” objects which are typically found in a house.

The urban habitat, lit by “cold”, soulless lights, the most important of which are street lights, can instead be equipped with objects creating a different interpretation and a different perception of city spaces. Therefore, lights might become “warm” and distinct, thus indicating the presence of a pedestrian precinct, a romantic walk, a fast driveway, green spaces, buildings etc.

Light can be used today to change the world, to shape cities, as well as architecture and space in general. Light, this impalpable material, can turn into concrete matter both in interiors and in urban spaces.

In design, lighting products are always considered separate from other objects. Lamps are the only ambivalent products, made of two different materials and speaking two independent and different languages – they have in fact a physical “body” and a “light” component. The content, i.e. light, must become the primary part, the “signifier”. The container and its content can exchange their roles. Light can actually be body and soul, it can become a design object proper. The object changes its quality; it takes up a new virtual extension, i.e. light.

Very often, when designing a light product, a lot of effort is put into identifying those purely formal performances which account for the shape and communicative properties of light. “Formal” lamps, which are beautiful even while off, have made up a good part of historical and contemporary design production. Our ambition is to go beyond the purely formal aspect of a light project.

The Master

The 2008 “The Big Light” master, in cooperation with the Mizar Illuminazione company, aims at in-depth analysis of the “Big Size” issue, i.e. big lighting devices for the interior of huge public spaces (airports, stations, malls, subways, etc.) and for external spaces (urban spaces in general).
Urban spaces too can be seen as huge interiors, a single magma where the relations between public and private, indoors and outdoors merge and become a seamless unity.
Therefore, when we think about a lighting project for an external space, we can reason along the same lines as for an interior project. We can think of objects which use light to connect people
in a completely new way – new types of lighting objects generating a new ambience and new light effects in architectural and urban spaces.

This design pathway raises a range of questions, for instance: what are the features of modern life in cities and in big urban spaces? What needs (hidden or manifest) might emerge in such new spaces? Can we think of such spaces as places for a new “public privacy”, to which domestic life logics can be applied?

For instance, some new light types for urban spaces and for huge indoor spaces might be identified, or there might be a possibility to differentiate the types of lights people can turn on, and so on.

Design pathways

In order to tackle the Master project, we propose some design pathways which might help to better define the ideas for the project itself.
Communication, Colour, Sensory qualities, Stratifications, Transparencies and Reflexes – here are some reading keys for the Master project.

Keywords and suggestions

Focusing: light as a topical and individual instrument, a tool to the service of various needs (attention, concentration, details).
Showing: communicating with people by illuminating objects, images, exhibition pathways, playing on the intensity, direction and colour of the light.
Sharing: a light that creates an ambience which fosters relations and emotions – the feeling of design.
Crossing: a light which indicates the way to follow, defines hierarchies, becomes a communication tool.

During the development of the project, the following data should be considered as well:

Type innovation: products for new needs and with new functions, new ways of using objects and of placing them in space and in an environment, according to new modes and to new applications (not only in relation with space but also with human beings).
Technological/structural innovation: products which use new active materials reacting with light, use of new lighting sources and their development, dynamic structures and technologies allowing for peculiar light diffusion systems.
Light innovation: products whose design process hinges first of all on supplementary qualities, with an evocative or spectacular nature given by the modelling and metamorphosis of light in its interaction with the surrounding environment.

These products convey a hi-sensitivity technical feeling; they have a strong immaterial, tactile and theatrical flavour aiming at maximizing light quality by playing on light shades, intensity and nuances in order to improve our living environment.
These objects shape light, they chromatically model it and express a poetical interpretation of technology, a hidden technology which uses diaphragms and optical lenses, special filters and globes, sophisticated light sources or simply some movements which model and animate light in order to generate new performances, new visual and scenic qualities.

Innovations can of course be integrated with one another within a single project.

Silvio De Ponte

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THE BIG LIGHT Master – Domus Academy

 

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Domus Academy
via Watt 27, 20143 Milano, Italia
tel. +39 0242414001 – fax +39 024222525
www.domusacademy.com

MIZAR Lighting
via Bosco, 1 31050 Badoere di Morgano (TV), Italy
tel. +39 04228393 – fax +39 0422 839421
www.mizarlighting.com

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