Master Course in Design, Domus Academy AA 2008

Projects Selection

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Design della Luce “THE BIG LIGHT”

In collaborazione con MIZAR
Project Leader: Silvio De Ponte
Project Assistants: Maria José Fabregat, Andrea Intorrella, Erica Pogliano

Premessa

Nel panorama dei prodotti di illuminazione c’è sempre stata una certa divisione tra Luce tecnica (Guzzini, Zumtobel, Erco, Targetti, Reggiani, Mizar, etc.) e Luce decorativa (Flos, Artemide, Luceplan, Oluce, Fontana Arte, etc.). I prodotti tecnici sono sempre stati utilizzati in ambiti quali uffici, centri commerciali, banche, musei, negozi, invece quelli decorativi hanno trovato il maggior impiego nella casa.
Oggi questa divisione si sta sempre più annullando, gli oggetti tecnici assumono valenze sempre più decorative e viceversa. Gli spazi del lavoro, l’”ufficio” si sta sempre più domesticizzando, si lavora in casa e nell’ufficio si portano gli oggetti di “affezione” che normalmente abitano la casa.

L’habitat urbano, popolato da luci “fredde”, senza anima, dove l’aspetto più importante sono i lux da fornire sul piano stradale può, al contrario, avere oggetti che determinano una lettura ed una percezione diversa degli spazi metropolitani, secondo anche un’illuminazione “calda” differenziata, che sottolinea, ad esempio, percorsi pedonali, carrabili, passeggiate romantiche o frenetiche, il verde, gli edifici, etc.

Oggi con la luce si può modificare il mondo, si può plasmare la città, l’architettura e lo spazio in genere. La luce, materiale impalpabile, può diventare materiale sia dello spazio chiuso che di quello urbano.

Nel design i prodotti di illuminazione appartengono ad un sistema degli oggetti molto spesso avulso dalle relazioni che si instaurano con prodotti di altro genere. Le lampade sono gli unici oggetti ambivalenti, che possiedono due materie e due linguaggi autonomi e diversificati: il corpo dell’oggetto e la materia luminosa. Il contenuto, cioè la luce, deve diventare l’oggetto primario, essere elevato a vero significante dell’oggetto. Il contenitore e il suo contenuto possono ribaltarsi nei ruoli: è il fenomeno luminoso che può diventare anima e corpo, che può diventare vero oggetto di design. La qualità dell’oggetto si modifica, assumendo una nuova configurazione nella sua estensione virtuale, cioè la Luce.

Molto spesso l’approccio progettuale di un prodotto di illuminazione è affrontato cercando di individuare quelle prestazioni di natura prettamente formale che, in genere, declinano il disegno e la qualità comunicativa della luce. Le lampade a prevalente tenore formale, bellissime anche se spente, hanno costituito una buona parte della produzione storica e contemporanea del design. Noi vogliamo andare oltre al puro aspetto formale di un progetto di luce.

Il Master

Il Master 2008 “The Big Light”, in affiancamento con l’azienda Mizar Illuminazione, vuole approfondire il tema del “Big Size”, cioè apparecchi di illuminazione di grandi dimensioni pensati per grandi spazi pubblici interni (aeroporti, stazioni, mall, metropolitane, etc.) e per spazie esterni (spazi urbani in genere).
Anche i luoghi metropolitani esterni possono essere concepiti come grandi interni, un unico magma dove il rapporto tra il pubblico e il privato, l’interno e l’esterno si confondono, diventano un tutt’uno, quasi senza soluzione di continuità. Ecco, quindi, che quando pensiamo al progetto di luce per uno spazio esterno questi può essere affrontato con le stesse logiche con cui si affronta un progetto di interni. Si può pensare a degli oggetti, quindi, che stabiliscono attraverso la luce, dei sistemi di interrelazione tra persone completamente nuovi ed impensati. Nuove tipologie di “oggetti luce” con nuove atmosfere e nuove qualità luminose nello spazio architettonico ed urbano.

Questo percorso progettuale porta sicuramente a domandarsi quali siano oggi le caratteristiche del vivere la città o dei grandi spazi urbani. Che esigenze e necessità (nascoste e non) si potrebbero avere in questi nuovi luoghi. Possiamo pensare a questi spazi come luoghi per una nuova “domesticità pubblica”, dove applicare alcune logiche del living domestico.

Poter, ad esempio, individuare nuove tipologie di luce per spazi urbani e grandi spazi indoor, diversificare le tipologie di luce che i singoli individui possono, attivare, e così via.

Percorsi progettuali

Per affrontare il progetto di Master forniamo dei percorsi progettuali da perseguire, che meglio aiuteranno a definire le idee per il progetto stesso.
Comunicazione, Colore, Sensorialità, Stratificazioni, Trasparenze e Riflessioni, sono solo alcune delle chiavi di lettura da seguire per il progetto di Master.

Key words e suggestions

Focusing: la luce come strumento puntuale e individuale, un utensile che supporti le esigenze di attenzione, di concentrazione e di dettaglio.
Showing: comunicare con l’uomo attraverso l’illuminazione di oggetti, immagini, percorsi espositivi, con intensità, direzione, tonalità di colore.
Sharing: una luce in grado di creare atmosfere luminose che favoriscono le relazioni e il fluire delle emozioni: the feeling of design.
Crossing: luce capace di indicare percorsi, di definire gerarchie, di essere veicolo di comunicazione.

Lo sviluppo del progetto dovrebbe considerare ulteriormente i seguenti dati:

Innovazione Tipologica: prodotti con nuove esigenze e funzioni, con un modo nuovo di utilizzare l’oggetto e di collocarlo nello spazio e nell’ambiente, secondo nuove modalità e possibilità applicative dell’oggetto non soltanto in relazione allo spazio ma anche, e soprattutto, in relazione all’uomo.
Innovazione Tecnologico Strutturale: prodotti che utilizzano nuovi materiali particolarmente attivi e reattivi alla luce, impiego di nuove sorgenti d’illuminazione e lo sviluppo delle stesse, dinamismi strutturali e tecnologici che permettono anche particolari sistemi di diffusione della luce.
Innovazione luminosa: prodotti il cui processo di ideazione verte in prima istanza sulle qualità aggiuntive, evocative e spettacolari date dalla modellazione e metamorfosi della luce che si rapporta con l’ambiente circostante.

Questi prodotti risultano essere portavoce di un feeling tecnico di tipo hi-sensitivity, con forti valenze di immaterialità, tattilità e teatralità tesa ad ottenere la massima qualità luminosa, nelle tonalità e gradi, nei colori e sfumature utili anche a migliorare l’ambiente in cui viviamo.
Sono oggetti che disegnano la luce, la modulano cromaticamente, che esprimono una interpretazione poetica della tecnologia, una tecnologia nascosta che consente, attraverso l’uso di diaframmi e lenti ottiche, filtri e diffusori particolari, sorgenti luminose sofisticate o semplicemente attraverso movimenti che modellano e muovono la luce, nuove prestazioni, qualità visive e scenografiche.

Naturalmente le innovazioni possono essere tra loro integrate per costituire un progetto unico.

Silvio De Ponte

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THE BIG LIGHT Master – Domus Academy

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Light Design “THE BIG LIGHT”
In collaboration with MIZAR
Project Leader: Silvio De Ponte
Project Assistants: Maria José Fabregat, Andrea Intorrella, Erica Pogliano

Introductory remarks

Lighting products have always been split between technical lights (Guzzini, Zumtobel, Erco, Targetti, Reggiani, Mizar, etc.) and ornamental lights (Flos, Artemide, Luceplan, Oluce, Fontana Arte, etc.). Technical lights are normally used in offices, shopping malls, banks, museums and shops, whereas ornamental lights are found in homes.
Today, this split is becoming less and less evident, as a result of an ongoing cross-contamination between the two categories. Work spaces, offices, are home-like spaces – people work at home and bring with them in the office “emotional” objects which are typically found in a house.

The urban habitat, lit by “cold”, soulless lights, the most important of which are street lights, can instead be equipped with objects creating a different interpretation and a different perception of city spaces. Therefore, lights might become “warm” and distinct, thus indicating the presence of a pedestrian precinct, a romantic walk, a fast driveway, green spaces, buildings etc.

Light can be used today to change the world, to shape cities, as well as architecture and space in general. Light, this impalpable material, can turn into concrete matter both in interiors and in urban spaces.

In design, lighting products are always considered separate from other objects. Lamps are the only ambivalent products, made of two different materials and speaking two independent and different languages – they have in fact a physical “body” and a “light” component. The content, i.e. light, must become the primary part, the “signifier”. The container and its content can exchange their roles. Light can actually be body and soul, it can become a design object proper. The object changes its quality; it takes up a new virtual extension, i.e. light.

Very often, when designing a light product, a lot of effort is put into identifying those purely formal performances which account for the shape and communicative properties of light. “Formal” lamps, which are beautiful even while off, have made up a good part of historical and contemporary design production. Our ambition is to go beyond the purely formal aspect of a light project.

The Master

The 2008 “The Big Light” master, in cooperation with the Mizar Illuminazione company, aims at in-depth analysis of the “Big Size” issue, i.e. big lighting devices for the interior of huge public spaces (airports, stations, malls, subways, etc.) and for external spaces (urban spaces in general).
Urban spaces too can be seen as huge interiors, a single magma where the relations between public and private, indoors and outdoors merge and become a seamless unity.
Therefore, when we think about a lighting project for an external space, we can reason along the same lines as for an interior project. We can think of objects which use light to connect people
in a completely new way – new types of lighting objects generating a new ambience and new light effects in architectural and urban spaces.

This design pathway raises a range of questions, for instance: what are the features of modern life in cities and in big urban spaces? What needs (hidden or manifest) might emerge in such new spaces? Can we think of such spaces as places for a new “public privacy”, to which domestic life logics can be applied?

For instance, some new light types for urban spaces and for huge indoor spaces might be identified, or there might be a possibility to differentiate the types of lights people can turn on, and so on.

Design pathways

In order to tackle the Master project, we propose some design pathways which might help to better define the ideas for the project itself.
Communication, Colour, Sensory qualities, Stratifications, Transparencies and Reflexes – here are some reading keys for the Master project.

Keywords and suggestions

Focusing: light as a topical and individual instrument, a tool to the service of various needs (attention, concentration, details).
Showing: communicating with people by illuminating objects, images, exhibition pathways, playing on the intensity, direction and colour of the light.
Sharing: a light that creates an ambience which fosters relations and emotions – the feeling of design.
Crossing: a light which indicates the way to follow, defines hierarchies, becomes a communication tool.

During the development of the project, the following data should be considered as well:

Type innovation: products for new needs and with new functions, new ways of using objects and of placing them in space and in an environment, according to new modes and to new applications (not only in relation with space but also with human beings).
Technological/structural innovation: products which use new active materials reacting with light, use of new lighting sources and their development, dynamic structures and technologies allowing for peculiar light diffusion systems.
Light innovation: products whose design process hinges first of all on supplementary qualities, with an evocative or spectacular nature given by the modelling and metamorphosis of light in its interaction with the surrounding environment.

These products convey a hi-sensitivity technical feeling; they have a strong immaterial, tactile and theatrical flavour aiming at maximizing light quality by playing on light shades, intensity and nuances in order to improve our living environment.
These objects shape light, they chromatically model it and express a poetical interpretation of technology, a hidden technology which uses diaphragms and optical lenses, special filters and globes, sophisticated light sources or simply some movements which model and animate light in order to generate new performances, new visual and scenic qualities.

Innovations can of course be integrated with one another within a single project.

Silvio De Ponte

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THE BIG LIGHT Master – Domus Academy

 

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Domus Academy
via Watt 27, 20143 Milano, Italia
tel. +39 0242414001 – fax +39 024222525
www.domusacademy.com

MIZAR Lighting
via Bosco, 1 31050 Badoere di Morgano (TV), Italy
tel. +39 04228393 – fax +39 0422 839421
www.mizarlighting.com

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